IFI: l’imposta sulla fortuna immobiliare in Francia per i proprietari italiani

In questa guida vediamo cos’è l’IFI Francia, l’imposta sulla fortuna immobiliare che colpisce i patrimoni immobiliari netti superiori alla soglia di legge, chi deve pagarla e come si calcola per i proprietari italiani.

Il nostro studio è tra i primi in Italia ad essersi occupato, già all’epoca della vecchia ISF (Impôt de Solidarité sur la Fortune), dell’imposta patrimoniale francese e delle sue implicazioni per i contribuenti italiani proprietari di immobili in Francia. Da allora la normativa francese è cambiata in modo significativo: dal 2018 l’ISF è stata sostituita dall’IFI (Impôt sur la Fortune Immobilière), che ne ha ereditato l’impianto concentrandolo però sul solo patrimonio immobiliare. In questo articolo aggiorniamo la nostra analisi ai criteri attualmente in vigore.

Cos’è l’IFI e in cosa si differenzia dalla vecchia ISF

L’IFI è un’imposta patrimoniale francese che colpisce esclusivamente il patrimonio immobiliare (a differenza della ISF, che tassava il patrimonio complessivo, comprese le attività finanziarie). Restano quindi fuori dal perimetro dell’IFI liquidità, titoli, polizze assicurative e altri strumenti finanziari, salvo la componente immobiliare eventualmente incorporata in essi (ad esempio, quote di società immobiliari).

Chi è tenuto a versare l’IFI

L’IFI si applica non solo ai residenti fiscali francesi, ma anche ai non residenti, compresi i cittadini italiani che possiedono immobili in Francia, quando il valore netto del patrimonio immobiliare situato in Francia supera 1,3 milioni di euro al 1° gennaio dell’anno di riferimento. Per i non residenti, la base imponibile è limitata ai soli beni immobiliari situati sul territorio francese (a differenza dei residenti francesi, tassati sul patrimonio immobiliare mondiale).

Va sottolineato che la soglia di 1,3 milioni di euro riguarda il patrimonio immobiliare netto (al netto quindi dei debiti, inclusi i mutui contratti per l’acquisto dell’immobile), non il solo valore lordo dell’immobile.

Come si calcola l’IFI: gli scaglioni in vigore

L’IFI si calcola applicando aliquote progressive per scaglioni di patrimonio netto, secondo la seguente tabella (scaglioni sostanzialmente invariati dal 2013):

  • fino a 800.000 euro: 0%;
  • da 800.000 a 1.300.000 euro: 0,50%;
  • da 1.300.000 a 2.570.000 euro: 0,70%;
  • da 2.570.000 a 5.000.000 euro: 1%;
  • da 5.000.000 a 10.000.000 euro: 1,25%;
  • oltre 10.000.000 euro: 1,50%.

È bene ricordare che, superata la soglia di 1,3 milioni di euro, l’imposta si calcola comunque applicando la scala progressiva a partire dal primo scaglione (con un meccanismo di attenuazione per i patrimoni appena sopra soglia), e non semplicemente applicando l’aliquota massima raggiunta all’intero patrimonio.

Per i residenti francesi è inoltre previsto un abbattimento del 30% sul valore dell’abitazione principale ai fini del calcolo dell’IFI: agevolazione che, per sua natura, generalmente non riguarda i proprietari italiani non residenti in Francia, salvo situazioni particolari da valutare caso per caso.

IFI e IVIE: come evitare la doppia imposizione

Per i contribuenti italiani, l’immobile francese è normalmente soggetto anche all’IVIE in Italia (attualmente all’aliquota dell’1,06%). Riteniamo, in continuità con l’impostazione che abbiamo sempre sostenuto anche ai tempi della ISF, che l’IFI eventualmente versata in Francia sullo stesso immobile possa essere portata in credito d’imposta rispetto all’IVIE dovuta in Italia, trattandosi in entrambi i casi di imposte di natura patrimoniale sullo stesso bene. Si tratta comunque di una valutazione da condurre caso per caso, tenendo conto anche delle disposizioni della convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Francia.

Consigli pratici

  • verificare periodicamente il valore di mercato del proprio immobile francese, per capire se ci si avvicina alla soglia di 1,3 milioni di euro;
  • tenere traccia di eventuali mutui o debiti collegati all’immobile, che riducono la base imponibile netta ai fini IFI;
  • non dare per scontato che l’abbattimento del 30% per l’abitazione principale si applichi anche ai proprietari non residenti in Francia;
  • valutare con il proprio commercialista la possibilità di portare l’IFI versata in Francia in credito d’imposta rispetto all’IVIE dovuta in Italia;
  • tenersi aggiornati sull’evoluzione della normativa francese, che negli ultimi anni è stata più volte oggetto di proposte di riforma.

Il nostro studio segue da tempo i contribuenti italiani proprietari di immobili in Francia, anche nella valutazione dei profili di fiscalità patrimoniale come l’IFI e nella loro interazione con gli adempimenti fiscali italiani.

IFI Francia: cosa sapere

L’IFI Francia si applica ai patrimoni immobiliari netti superiori alla soglia di legge, con aliquote progressive. Il nostro studio assiste i contribuenti italiani proprietari di immobili in Francia nella verifica della soggettività all’IFI Francia e nella compilazione della dichiarazione.

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