In questa guida vediamo come pianificare il passaggio generazionale in azienda: gli aspetti fiscali, gli strumenti giuridici disponibili e come coinvolgere i successori nel modo più efficace.
Indice dei contenuti
Il passaggio generazionale è uno dei momenti più delicati nella vita di un’azienda di famiglia: vediamo cos’è, quali strumenti esistono e perché è importante iniziare a pianificarlo per tempo, con un linguaggio accessibile.
Passaggio generazionale in azienda: i punti chiave
Il passaggio generazionale in azienda va pianificato con largo anticipo, valutando patto di famiglia, holding e altri strumenti di pianificazione. Il nostro studio affianca l’imprenditore e la famiglia in ogni fase del passaggio generazionale in azienda.
Cos’è il passaggio generazionale
Il passaggio generazionale è il processo con cui la guida e la proprietà di un’azienda familiare vengono trasferite da una generazione alla successiva, tipicamente dai genitori ai figli. Non riguarda solo un momento specifico, come una donazione o una successione, ma un percorso che tocca insieme aspetti di governance, aspetti fiscali e aspetti più personali legati agli equilibri familiari. Le aziende che affrontano questo passaggio senza una pianificazione adeguata rischiano di trovarsi impreparate proprio nel momento più delicato, quello in cui l’imprenditore non può più occuparsi personalmente della gestione.
Perché conviene pianificarlo per tempo
Pianificare il passaggio generazionale mentre l’imprenditore è ancora pienamente operativo permette di scegliere con calma gli strumenti giuridici e fiscali più adatti, di preparare gradualmente i successori ai propri ruoli e di ridurre il rischio di conflitti tra eredi. Al contrario, un passaggio generazionale non pianificato, gestito solo al momento della successione, espone l’azienda a rischi concreti: comunione ereditaria tra più eredi su quote non facilmente divisibili, disaccordi sulla gestione, ed effetti fiscali che con una pianificazione adeguata si sarebbero potuti in parte evitare.
Gli strumenti principali
Il patto di famiglia
Un contratto con cui l’imprenditore trasferisce l’azienda o le quote a uno o più discendenti già in vita, con la partecipazione degli altri legittimari, che ricevono una liquidazione concordata. Consente di stabilizzare il passaggio senza attendere l’apertura della successione.
La donazione di quote, anche con riserva di usufrutto
Permette di trasferire la proprietà delle quote mantenendo, se lo si desidera, i diritti economici o di voto in capo al donante per un periodo transitorio, accompagnando gradualmente il passaggio di responsabilità.
La holding di famiglia
Una società che detiene le partecipazioni nelle aziende operative di famiglia, utile per separare la proprietà dalla gestione operativa e per definire regole di governance condivise tra i membri della famiglia.
Il testamento e i patti parasociali
Strumenti complementari che permettono di regolare la successione delle quote non ancora trasferite in vita e di definire in anticipo le regole di gestione tra i soci futuri.
L’aspetto fiscale: l’agevolazione per il passaggio generazionale
La normativa italiana prevede un’agevolazione specifica per il trasferimento di aziende o di quote di controllo a discendenti o al coniuge, tramite donazione o successione: al ricorrere di determinati requisiti, il trasferimento può beneficiare dell’esenzione dall’imposta di successione e donazione. Il beneficio richiede però che i discendenti acquisiscano o integrino il controllo della società e che lo mantengano per un periodo minimo di cinque anni, rendendo una dichiarazione in tal senso in sede di successione o donazione. Come confermato anche dalla prassi più recente dell’Amministrazione finanziaria, l’agevolazione non spetta se il trasferimento non consente di acquisire o mantenere il controllo effettivo dell’azienda: per questo la struttura del passaggio va progettata con attenzione, e non lasciata al caso.
FAQ – Domande frequenti
Quando è meglio iniziare a pianificare il passaggio generazionale?
Il momento migliore è quando l’imprenditore è ancora pienamente operativo: consente di scegliere gli strumenti più adatti con calma e di preparare gradualmente i successori.
Cos’è il patto di famiglia?
È un contratto con cui l’azienda o le quote vengono trasferite in vita a uno o più discendenti, con la partecipazione degli altri legittimari, che ricevono una liquidazione concordata.
Il passaggio generazionale è sempre esente da imposte?
No: l’esenzione si applica solo al ricorrere di specifici requisiti, in particolare quando il trasferimento consente ai discendenti di acquisire o mantenere il controllo dell’azienda per almeno cinque anni.
Cosa succede se non si pianifica il passaggio generazionale?
In assenza di pianificazione, l’azienda o le quote rientrano nella successione ordinaria, con il rischio di una comunione ereditaria tra più eredi e possibili conflitti sulla gestione.
Il riferimento normativo dell’agevolazione è l’art. 3, comma 4-ter, del D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico dell’imposta sulle successioni e donazioni), che esenta da imposta il trasferimento, per successione o donazione, di aziende o rami d’azienda, quote sociali e azioni a favore dei discendenti (o del coniuge), a condizione che i beneficiari proseguano l’attività d’impresa, o detengano il controllo nel caso di società di capitali, per un periodo minimo di 5 anni dal trasferimento, rendendo un’apposita dichiarazione in tal senso nell’atto di successione o donazione. Un orientamento più recente e restrittivo, sia in prassi che in giurisprudenza, richiede che tale impegno risulti in modo esplicito e formale, e non semplicemente presunto: un motivo in più per pianificare il passaggio generazionale con il necessario anticipo e con un’adeguata assistenza professionale.
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