In questa guida vediamo come funziona la successione legittima: quando si applica, chi sono gli eredi legittimi e legittimari, e come vengono divise le quote di eredità tra coniuge, figli e ascendenti in assenza di testamento.
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Quando si applica la successione legittima
La successione legittima si applica quando il defunto non ha lasciato un testamento, oppure quando il testamento non dispone di tutto il patrimonio. In questi casi la legge stabilisce direttamente chi eredita: i parenti del defunto entro il sesto grado e, in loro assenza, lo Stato.
Eredi legittimi ed eredi legittimari: la differenza
Gli eredi legittimi sono coloro a cui spetta l’eredità in assenza di testamento: il coniuge e tutti i parenti legati da un vincolo di sangue con il defunto, dai figli ai cugini più lontani, entro il sesto grado.
Gli eredi legittimari, o necessari, sono invece una categoria protetta dalla legge in modo più forte: coniuge, figli e, in loro assenza, ascendenti. A loro spetta sempre una quota minima di eredità, che il defunto non può escludere nemmeno con un testamento.
Come si dividono le quote tra coniuge, figli e ascendenti
In assenza di testamento, il Codice Civile stabilisce quote precise a seconda di chi concorre alla successione (artt. 581-586 c.c.):
- Solo il coniuge, senza figli né altri parenti: eredita l’intero patrimonio.
- Coniuge e un figlio: metà ciascuno (art. 581 c.c.).
- Coniuge e due o più figli: un terzo al coniuge, i restanti due terzi divisi in parti uguali tra i figli (art. 581 c.c.).
- Solo figli, senza coniuge: si dividono l’intera eredità in parti uguali, anche se adottivi (art. 566 c.c.).
- Coniuge, senza figli, con genitori e/o fratelli: due terzi al coniuge, un terzo diviso tra genitori e fratelli (art. 582 c.c.).
- Solo genitori, senza figli né coniuge: si dividono l’intera eredità in parti uguali (art. 569 c.c.).
- Solo fratelli, senza genitori né coniuge né figli: si dividono l’eredità in parti uguali; i fratelli unilaterali (con un solo genitore in comune) ricevono la metà rispetto ai fratelli bilaterali (art. 570 c.c.).
Un discendente premorto o rinunciante non esclude i suoi discendenti dalla successione: questi subentrano al suo posto per rappresentazione (art. 467 c.c.), ricevendo complessivamente la stessa quota che sarebbe spettata al genitore.
Queste quote si applicano solo in assenza di testamento. Quando invece esiste un testamento, entrano in gioco le diverse quote di legittima riservate per legge a coniuge, figli e ascendenti (artt. 536 e seguenti c.c.), che tutelano questi eredi anche contro la volontà del testatore: un meccanismo distinto, che vale la pena verificare separatamente in caso di eredità testamentaria.
Altri diritti del coniuge e come possiamo aiutarti
In alcuni casi, per pianificare in anticipo la trasmissione del patrimonio ai propri eredi, può essere utile valutare anche strumenti come il trust, da affiancare o coordinare con le regole della successione legittima.
Al coniuge superstite è riconosciuto anche il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto d’uso sui mobili che la corredano, indipendentemente dalla quota ereditaria che gli spetta.
Il nostro studio segue ricostruzioni di patrimoni ereditari, sistemazioni patrimoniali tra eredi, dichiarazioni di successione e accettazioni con beneficio di inventario: possiamo affiancarti in ogni fase, dalla prima valutazione fino alla chiusura della pratica.
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